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Studio Dentistico Ennio e Gianmarco Calabria
Dr. Ennio Calabria - Dr. Gianmarco Calabria - Dr.ssa Elena Calabria



Articoli





PARODONTITE



 

La parodontite è una malattia dentale ad eziologia batterica e a patogenesi infiammatoria. Nota anche come piorrea, è una patologia piuttosto subdola che - se non curata - porta alla distruzione dei tessuti che assicurano sostegno e stabilità ai denti. Spesso, pertanto, il primo sintomo che allarma il paziente consiste nell'aumento della mobilità dentale, che in assenza di trattamenti adeguati progredisce lentamente fino alla caduta degli stessi.

  • Placca e tartaro si accumulano tra denti e gengive e quindi si diffondono all’osso sotto i denti. Le gengive si gonfiano e sanguinano, l’alito è cattivo e i denti iniziano a diventare mobili.
  • Il medico esegue radiografie e misura la profondità delle tasche gengivali per stabilire quanto sia grave la parodontite.
  • Sono necessarie ripetute pulizie professionali e talvolta anche l’intervento chirurgico e antibiotici.

La parodontite si sviluppa in persone suscettibili a un’infezione più seria del tessuto parodontale (il tessuto circostante i denti) rispetto alla semplice gengivite. Molte malattie e disturbi metabolici, incluso il diabete (soprattutto di tipo 1), la sindrome di Down, il morbo di Crohn, la leucopenia e l’AIDS, predispongono alla parodontite. Nelle persone affette da AIDS, la parodontite progredisce rapidamente. Il fumo, la carenza di vitamina C (scorbuto), lo stress emotivo e possibilmente l’obesità, sono anch’essi fattori di rischio di parodontite. La parodontite può colpire persone di qualsiasi età, compresi i bambini piccoli. Alcune persone hanno una gengivite grave per molti anni senza sviluppare parodontite. Altri sviluppano parodontite, specialmente in età giovane (dai 20 ai 30 anni), senza lamentare prima alcuna gengivite significativa. La parodontite è una delle principali cause della perdita dei denti negli adulti e la causa principale negli anziani. L’infezione erode l’osso che mantiene i denti in posizione. L’erosione indebolisce i legamenti e rende mobili i denti. Il dente interessato può, alla fine, cadere o richiedere l’estrazione.

Cause della parodontite

L'apparato di sostegno del dente, noto come parodonto, è costituito dalla gengiva, da fibre elastiche di collegamento (legamento parodontale), dal cemento radicolare e dall'osso alveolare di sostegno. In un primo stadio, il processo infiammatorio che accompagna la parodontite interessa tipicamente le gengive (gengivite). Il sintomo più caratteristico di questa flogosi è rappresentato dal sanguinamento delle stesse, che si manifesta anche in seguito a traumi di modesta entità, come lo spazzolamento o la masticazione di cibi duri. Inoltre, una gengiva infiammata perde la naturale consistenza duro-elastica e le sfumature rosate che la caratterizzano, lasciando spazio a rossori e gonfiori anomali. La gengivite, come del resto la parodontite, è primariamente dovuta alla placca dentale, quella sorta di patina appiccicosa che si distribuisce sulla superficie dei denti al termine dei pasti. Dietro questo materiale opalescente si nascondono piccolissimi residui di cibo ed intere colonie batteriche. Tanto più vengono lasciati liberi di proliferare e tanto più questi batteri aderiscono tenacemente alla superficie del dente, richiamando minerali ed altre sostanze, presenti nella saliva, che fungono da vero e proprio "scudo protettivo". Questa sorta di corazza è chiamata tartaro e la sua durezza è tale per cui nemmeno i normali interventi di igiene orale (spazzolamento, collutorio, filo interdentale) riescono a scalfirla; l'unica soluzione, in questi casi, è sottoporsi ad un intervento di detartrasi professionale nello studio del dentista. Una visita fastidiosa, di cui molti farebbero volentieri a meno, ma importantissima per la salute dei nostri denti. Una gengivite trascurata, infatti, porta ad una retrazione del normale solco gengivale, fino a formare - con la complicità della placca batterica che l'ha generata - le cosiddette tasche parodontali. In conseguenza dell'infiammazione, infatti, le gengive si retraggono e si formano queste "tasche", il cui nome è tutto un programma; tasca, infatti, dà idea di protezione, di un luogo relativamente sicuro e riparato dalla saliva con le sue cellule immunitarie e dai farmaci. Purtroppo, a beneficiare di tutto ciò non sono i nostri denti, ma alcuni batteri della placca; così, in assenza di interventi, i germi anaerobi si moltiplicano inesorabilmente fino ad estendere il processo infiammatorio al parodonto e alle ossa che fanno da base ai denti. Le tossine prodotte durante il loro metabolismo, infatti, aggrediscono le cellule dei tessuti parodontali, inclusi gli osteoblasti (cellule adibite alla riproduzione dell'osso che sostiene il dente). Di solito, la perdita dei denti inizia verso i 40 anni. La velocità con cui si sviluppa la parodontite varia considerevolmente, anche tra persone con quantità simili di tartaro. Queste differenze accadono perché la placca di ogni persona contiene tipi e quantità diverse di batteri e la parodontite è parzialmente causata dalla risposta del sistema immunitario individuale ai batteri della placca. La parodontite può causare picchi di attività distruttiva per mesi, seguite da periodi in cui la malattia non provoca apparentemente ulteriore danno.

Sintomi della parodontite

I sintomi iniziali della parodontite sono dolore, gonfiore, sanguinamento, arrossamento delle gengive e alito cattivo (alitosi). Man mano che l’osso si riduce, i denti diventano mobili e cambiano posizione, e la masticazione diventa dolorosa. I denti frontali si inclinano di frequente verso l’esterno. In genere, la parodontite non causa dolore a meno che non si formi un’infezione come una raccolta di pus (ascesso) in una tasca o i denti diventino abbastanza mobili da muoversi durante la masticazione o la persona sia affetta da parodontite causata da HIV.

Diagnosi della parodontite

  • Valutazione di un dentista
  • Talvolta radiografie

Per diagnosticare la parodontite il dentista esamina i denti e misura la profondità delle sacche nelle gengive con una sottile sonda. Vengono eseguite delle radiografie per vedere quanto osso è stato perso.

Trattamento della parodontite

Il miglior mezzo di prevenzione della parodontite consiste nella pulizia regolare e accurata dei denti e degli interstizi; non solo spazzolino, dunque, ma anche filo interdentale. Anche l'astensione dal fumo è d'aiuto, poiché le tossine in esso contenute non possono che facilitare l'azione lesiva dei batteri. L'assicurazione sulla salute dei propri denti è completata da regolari controlli odontoiatrici, che permettono di riconoscere i segni precoci della parodontite e ad intraprendere interventi mirati. In questo modo è possibile prevenire i fattori di rischio modificabili, tra i quali ricordiamo anche lo stress e tutte le altre condizioni che possono diminuire le difese immunitarie dell'organismo (viceversa, quelle che le potenziano sono d'aiuto nella prevenzione della piorrea). Non si può invece intervenire in maniera diretta sulla suscettibilità genetica alla parodontite.

Riepilogando possiamo sintetizzare il trattamento della parodontite nei seguenti punti:

  • Trattamento dei fattori di rischio
  • Pulizie professionali
  • A volte trattamento chirurgico e rimozione del dente
  • Talvolta antibiotici

Le persone che presentano fattori di rischio, come una scarsa igiene orale, diabete e fumano, devono ricevere trattamento per questi fattori di rischio. Il trattamento dei fattori di rischio aumenta il successo dei trattamenti dentistici della parodontite. Diversamente dalla gengivite, che solitamente regredisce con una buona igiene orale (uso quotidiano di spazzolino e filo interdentale), la parodontite richiede costanti cure professionali. Con un’adeguata igiene orale è possibile pulire solo 2-3 millimetri al di sotto della linea gengivale. Tuttavia, il dentista può pulire le tasche gengivali per 6-7 millimetri di profondità con la pulizia sottogengivale e la levigatura radicolare, rimuovendo completamente placca e tartaro e la superficie radicolare interessata dalla malattia. Se le tasche gengivali sono di lunghezza pari o superiore a 7 millimetri, è spesso necessario un intervento chirurgico. Il dentista o il parodontologo può accedere al dente sotto la linea gengivale aprendo chirurgicamente un lembo di tessuto gengivale (chirurgia muco-gengivale). Deterge accuratamente i denti e corregge i difetti dell’osso (talvolta mediante innesti ossei) al di sotto del lembo, quindi ricuce il lembo in posizione. Il dentista o il parodontologo può inoltre rimuovere parte della gengiva infetta e staccata (gengivectomia), in modo da far aderire nuovamente il resto della gengiva ai denti e permettere al paziente di rimuovere la placca a casa. Talvolta vengono rimossi (estratti) i denti. Se la bocca è dolorante dopo l’intervento, sciacqui orali di 1 minuto con clorexidina, due volte al giorno, possono temporaneamente sostituire l’uso dello spazzolino e del filo interdentale. Il dentista può prescrivere antibiotici (come amoxicillina o metronidazolo), specialmente se si è sviluppata una raccolta di pus (ascesso). Può anche inserire materiale impregnato di antibiotici (filamenti o gel) nelle tasche gengivali profonde, in modo che l'area interessata dalla malattia riceva alte concentrazioni del farmaco. Gli ascessi parodontali provocano l’aumento della distruzione ossea, ma un immediato trattamento che preveda l’intervento chirurgico e gli antibiotici può permettere a gran parte dell’osso danneggiato di riformarsi rapidamente.

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