Studio dentistico Lamezia Terme
Studio dentistico Lamezia Terme



Argomenti




Odontoiatria Biologica


Legenda Figure del documento


Clinicheodontoiatriche.com Dentalclinics.com.mt .

In questo slideshow puoi trovare i collegamenti alle immagini numerate presenti nel documento.







ODONTOIATRIA BIOLOGICA ED OLISTICA

Figura 1 

 

“IL NOSTRO SCOPO NON è CURARE I DENTI E LE MASCELLE DI UNA PERSONA, MA CURARE UNA PERSONA ATTRAVERSO DENTI E MASCELLE”

Il termine olistico è sempre più utilizzato all’interno della medicina naturale. E’ una nuova filosofia che tende ad inquadrare il paziente con una visione più globale, più ampia, più di insieme. Nel caso specifico dell’odontoiatria olistica, si vuole considerare non più il singolo dente, il trattamento mirato al parodonto o posizionare una semplice protesina estetica, bensì è fondamentale l’inquadramento globale dell’apparato stomatognatico e del corpo nella sua interezza.

E’ soprattutto in età evolutiva che è necessario intervenire con una visione olistica, poiché è in questa fase della vita che è possibile il trattamento preventivo di affezioni che inevitabilmente si trasformerebbero in malattie conclamate e/o lesioni irreversibili.

Pertanto è necessario valutare anche, per esempio, una distorsione della caviglia in atto, un problema visivo non corretto, un disturbo psichico non sottocontrollo, una cattiva alimentazione e tante altre cause che possono minare l’organismo e come ovvia conseguenza la postura corporea prima e poi quella mandibolare.

E’ altrettanto vero però che una laterodeviazione della mandibola sarà responsabile di stimolazioni che dai recettori parodontali arrivano alla corteccia cerebrale, modificandone l’engramma fisiologico, per cui il cervello invierà informazioni alterate che faranno intervenire muscoli diversi per quel tipo di azione che si esprimerà con modificazioni posturali, evidenziando inclinazioni e/o torsioni interessanti il capo, il tronco, gli arti.

Sintetizzando una torsione mandibolare è responsabile di squilibrio muscolare che può interessare il tronco e gli arti fino a dare una gamba più corta.

Dell’apparato stomatognatico non dobbiamo considerare soltanto l’occlusione come responsabile di disturbi nell’organismo, in quanto vi sono altre problematiche , non meno importanti, capaci di provocare patologie a distanza. Pertanto valuteremo il paziente odontoiatrico con una visione olistica considerando i seguenti argomenti come potenziale causa di disturbi verso l’organismo:

 

LA MALOCCLUSIONE

Negli ultimi tempi si sente molto parlare, in televisione e sui giornali, dell’enorme influenza che l’occlusione e quindi la masticazione esercitano sulla postura umana.Se, come realmente avviene, l’occlusione rappresenta una sorta di "timone" per lo stato posturale umano, allora va da se che non possiamo prescrivere lo stesso esercizio fisico ad un adolescente decondizionato (chiameremo così coloro che non portano apparecchi) e all’adolescente condizionato (chiameremo così coloro che portano apparecchi), così come all’anziano o al bambino in crescita, come non lo faremmo per un mesomorfo ed un ectomorfo.

Le dinamiche e le meccaniche occlusali sono veramente molte e assai complesse, e, pur non essendo questa la sede idonea, proverò lo stesso a fornire un chiarimento nella maniera più semplice e "indolore".

 

Figura 2

 

L’AMALGAMA DENTALE  RIMOZIONE AMALGAMA

RIMOZIONE AMALGAMA TRIPLA PROTEZIONE Nella fattispecie, lo scopo è rimuovere l'amalgama, limitando al massimo lo sviluppo di vapori di mercurio e dechelare quello ancora presente negli organi interni

Nella fattispecie, lo scopo è rimuovere l'amalgama, limitando al massimo lo sviluppo di vapori di mercurio e dechelare quello ancora presente negli organi interni.

Ecco allora gli strumenti per raggiungere l'obiettivo: diga di gomma, fresa in carburo di tungsteno (nuova) ad ogni amalgama, doppio aspiratore chirurgico a meno di 1 cm. dall'amalgama, rimozione in pezzi più grossi possibili, abbondantissima irrigazione d’acqua, copertura del volto e degli occhi del paziente.

Con questo, la stragrande maggioranza del lavoro, almeno per il 99% dei casi è fatta; restano ancora da considerare i mezzi di protezione individuale degli operatori e, l’eventuale fornitura d’ossigeno al paziente.
La rimozione delle otturazioni dentali d’amalgama, essendo affidata all'intervento del trapano, è un’operazione ad elevato rischio a causa della vaporizzazione del mercurio, contenuto nelle otturazioni stesse; quest’attività richiede una gestione d’enorme attenzione.

Si parla spesso della rimozione terapeutica dell'amalgama dentale ma, un'intossicazione acuta di mercurio prodotta dalla vaporizzazione dell'amalgama rimossa, che si aggiunga all’intossicazione cronica, a causa delle micro-dosi rilasciate per anni dalle stesse otturazioni presenti in bocca, non è di beneficio in nessun caso; è sempre da temere, così come qualsiasi altro episodio d’intossicazione acuta da vapori di mercurio e, infatti, può risultare addirittura devastante in un certo numero di pazienti già particolarmente intossicati.


MINI PROTOCOLLO DI RIMOZIONE DELL’AMALGAMA DENTALE

1. Dialogo tra paziente e dentista (con reciproca fermezza e rispetto). Studiate le informazioni prima degli appuntamenti e parlate, ogni volta, con il dentista per ALLINEARVI sulle precauzioni anche se vi siete precedentemente accordati. Non date per scontato niente!

2. Evitare assolutamente rimozioni e DEVITALIZZAZIONI, durante l´ALLATTAMENTO, in GRAVIDANZA o se non si ha copertura contraccettiva e/o si pensa di fare figli nell’arco di 1-2 anni (la quantità di mercurio in circolo durante la rimozione e nella fase di detossificazione, può essere ragguardevole).
3. Evitare SEMPRE la PULIZIA DEI DENTI, con lo strumento ultrasonico del dentista, in caso d’amalgame ancora presenti (farsi eseguire la pulizia manuale).
4. Mantenere, almeno, 1-2 evacuazione delle feci il giorno, durante il periodo delle rimozioni per evitare un riassorbimento intestinale delle tossine (erbe svizzere, prugne scolate a bagno dalla sera prima, cloruro di magnesio, crusca, bere a digiuno, ecc...).
5. Uso delle precauzioni di base: rimozione di un quadrante alla volta, diga di gomma, doppia aspirazione, lubrificazione al massimo, finestra dello studio aperta, carbone attivo, vitamina C. La RIMOZIONE SEQUENZIALE DELLE AMALGAME, guidata dall’apposito strumento (amperomentro EAV o amalgamometro), aumenta la probabilità di avere un recupero della salute, immediatamente dopo, terminata la rimozione delle amalgame, pertanto, è importante stabilire la corretta sequenza di rimozione, iniziando proprio dall'amalgama più elettro-negativa.

 

Figure 3 - 4

 

IL POLIMETALLISMO

 

e' frequente riscontrare la presenza di più metalli in bocca dalle amalgame alle leghe preziose o vili, agli intarsi in oro, la presenza di più metalli provoca la formazione di microcorrenti elettrogalvaniche. La cosa più preoccupante è che la presenza dello stesso materiale in due o più manufatti diversi per il semplice fatto che le leghe o le amalgame non sono mai perfettamente dosate divenendo "diverse" possono comunque causare lo stesso problema ; questo si verificherebbe anche in ragione dei tempi di applicazione perchè ads esempio una vecchia amalgama rispetto ad una recente è piuù "scarica" ragione per cui si possono ugualmente creare problematiche  endorali che sono cause determinanti o predisponenti di infiammazione del cavo orale o cheratosi.

 

Figura 5

 

LA MALATTIA FOCALE

 

Qualsiasi tipo di malattia può essere l'effetto di un focus nascosto e soltanto la sua scoperta potrà consentire un rapido, significativo e duraturo miglioramento o addirittura la guarigione del paziente.


La moderna odontoiatria, negli ultimi 20 anni, ha mostrato una straordinaria vitalità scientifica per quanto concerne sia le tecniche che le impostazioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche; le profonde innovazioni che ne sono derivate hanno reso tale specialità una tra le più importanti e sofisticate della scienza medica. Lo studio del cavo orale è divenuto ormai complesso e minuzioso, grazie all’approccio olistico, che schiude orizzonti nuovi e conferisce all’odontoiatria moderna notevoli potenzialità d’intervento, prima assolutamente inimmaginabili. E’ ormai incontestata l’idea che l’apparato stomatognatico influenza fortemente ed è a sua volta influenzato da tutti gli altri sistemi che compongono l’organismo umano. E’ evidente quindi che l’odontoiatra può assurgere a risolutore di patologie ritenute ,fino ad anni recenti, non di pertinenza odontoiatrica, oppure può individuare cause derivanti da altri apparati. Sempre di più lo specialista in odontoiatria oltre che trattare le malattie che riguardano strettamente l’apparato stomatognatico, si inserisce, a pieno merito, fornendo importanti contributi, quale consulente anche per quelle patologie più complesse che interessano l’organismo intero, soprattutto se sono malattie croniche, recidivanti, con eziopatogenesi sconosciuta, insensibili e persistenti nonostante cure mediche considerate appropriate. La malattia focale o focus consiste in un processo patologico del tessuto connettivo, è molto frequente, le manifestazioni sono di dimensioni a volte microscopiche, è quasi sempre asintomatico. Istologicamente è rappresentato da un infiltrato polimorfonucleare in fase acuta e plasmacellulare in fase cronica. Un noto studioso “ Glaser Turk “ ha dato la seguente definizione: “ il focus consiste in un’ alterazione patologica locale che interessa il connettivo lasso e che interferisce con le attività locali e generali di omeostasi difensiva. Solo dopo che le controregolazioni difensive sono diventate insufficienti, per noxe endogene ed esogene, si manifesta l’azione a distanza del focus e solo in quel momento ha inizio la malattia focale”. Il focus è quindi un processo patologico molto diffuso; potenzialmente tutte le persone potrebbero esserne portatori e, vista la gravità che ne potrebbe conseguire, si rende necessaria una loro individuazione, soprattutto nei ragazzi, in quanto è fondamentale prevenire future malattie in special modo quelle irreversibili. L’intercettazione, in età evolutiva , di un possibile focus deve essere affidata ad una procedura sistematica e routinaria, rivolta quindi a tutti i giovani pazienti da parte dell’ odontoiatra, il quale è chiamato in causa più di qualsiasi altra figura sanitaria , vista la localizzazione e la frequenza dei focus nell’apparato stomatognatico.Si distinguono siti focali cefalici e siti extracefalici. I siti cefalici rappresentano il 75% dei foci totali e di questi quasi l’ 80% sono di natura odontogena, pertanto il 65% dei focus totali sono di pertinenza odontoiatrica. Il dott. Battistoni, molto noto negli ambienti di EAV, afferma: “ qualsiasi tipo di malattia può essere l’effetto di un focus nascosto e che soltanto la sua scoperta potrà consentire un rapido, significativo e duraturo miglioramento o addirittura la guarigione del paziente”. Se consideriamo che in età evolutiva sono frequentissime le tonsilliti e la compromissione delle adenoidi, considerati in tal caso dei focus, è indispensabile che noi medici interveniamo in modo vigile e accurato nella loro ricerca , nei confronti di tutti i bambini che visitiamo. I foci di pertinenza odontoiatrica si distinguono in: 1) FOCI DENTALI PULPITI, PRODOTTI DI DEGRADAZIONE PROTEICA DA NECROSI PULPARE, DEPOSITO DI MATERIALE DENTALE INTRAPULPARE, DENTE DEVITALIZZATO, CARIE ATTIVA, GRANULOMA APICALE. 2) FOCI EXTRADENTALI PARODONTOPATIE, OSTEITI, RESIDUI RADICOLARI, DENTE RITENUTO, IMPIANTI ENDOSSEI, MEDICAZIONI POST-CHIRURGICHE, INFEZIONI MICETICHE O BATTERICHE, CORRENTI GALVANICHE, MATERIALI DENTALI, GRANULOMA APICALE, CICATRICI POST-ESTRATTIVE. Pertanto molteplici sono le cause di focus odontoiatrico , il quale può rimanere silente e asintomatico fin quando il sistema di difesa di quell’organismo lo consente. A volte basta però un’infezione virale o batterica, un’intossicazione esogena, traumi psichici o fisici etc. per rendere vulnerabile quell’organismo, permettendo una diffusione del focus e creando a distanza una manifestazione clinica più o meno grave con alterazione patologica del tessuto colpito, definito “LESIONE METAFOCALE”. 

Le vie di diffusione possono essere varie: 

a) la via ematica : già Pasteur rilevò come infezioni locali potevano creare batteriemie o setticemia in seguito a diffusione di germi vivi per via ematica. 

b) Tossico-allergica: il focus produce allergeni che passando in circolo, dopo una prima fase di sensibilizzazione, riescono a scatenare una manifestazione patologica nei tessuti sede di lesione metafocale. 

c) Autoanticorpi: a seguito di complessi meccanismi eziopatogenetici. Si è ipotizzato anche una via di diffusione neurale e quindi attraverso il S.N.C.. Anche una via energetica non è stata esclusa nella diffusione del focus. Per quanto riguarda le manifestazioni cliniche della malattia focale va considerato il fatto che qualsiasi tipo di tessuto del nostro organismo può essere colpito, pertanto tutte le malattie possono essere direttamente o indirettamente interessate dal focus. Il consulto del dentista diventa ragionevole e opportuno da parte del medico che affronta una malattia complessa, cronica, recidivante, resistente alle terapie, ad eziopatogenesi sconosciuta, se non altro per escludere una causa diretta o indiretta di quella malattia da parte di una lesione focale, presente nel cavo orale, oltre che per valutare la presenza di polimetallismi, amalgama o di una possibile lesione iatrogena. 

 

Figure n. 6 - 7

 

DANNI IATROGENI (protesi ortodontia etc.)

Nella letteratura scientifica mondiale si trovano sempre più articoli che evidenziano la correlazione tra questi argomenti e malattie croniche, recidivanti, con eziopatogenesi sconosciuta, resistenti alle terapie convenzionali.Le protesi incongrue possono causare problematiche che vanno dalla cefalea muscolo tensiva a blocchi cervicali, disfunzioni Articolazionetemporo mandibolare e blocco della respirazione cranio-sacrale con conseguenze incalcolabili sul piano non solo posturale ma endocrino-metabolico.

 

MUSICOTERAPIA IN ODONTOIATRIA

 

Figura 8 

 

L' ascolto della musica classica soprattutto quella universale di Mozart, ma ancor più l'ascolto di brani graditi dal paziente o che il paziente porta in studio aiutano a far rilassare sia paziente che operatore durante l'intervento odontoiatrico

se si propone al paziente l‘ascolto dei propri brani musicali personali durante gli interventi odontoiatrici, può essere facilmente indotto, in lui, un certo grado di rilassamento tale da rendere meno stressante la sua seduta odontoiatrica.
Le onde sonore, una volta recepite dall’orecchio esterno, attraverso la membrana timpanica penetrano nell’orecchio medio e quindi nell’orecchio interno, ove è situata la coclea, i cui ricettori formano delle sinapsi con l’VIII nervo cranico. La fibre procedono verso il nucleo cocleare del tronco cerebrale; una parte di esse si dirige vero la corteccia cerebrale contro-laterale uditiva (dove vi sono le connessioni della coscienza e della subliminazione della musica), facendo tappa nel corpo genicolato. Altre fibre si dirigono al sistema libico, dove avviene l’integrazione emotivo–istintivo–comportamentale con il suono. Il sistema limbico ha connessioni con l’ipotalamo, il quale regola funzioni biologiche fondamentali, quali: temperatura, attività cortico–surrenalica, ciclo sonno–veglia, attività cardiaca e respiratoria. 
Una seduta odontoiatrica, in genere, crea nel paziente quello stato d’animo che è comunemente definito come “ansia”. Questo stato di malessere ed apprensione, ha cause consce quali: l’effettiva paura del dolore ed anche inconsce; il cavo orale riveste una fondamentale importanza simbolica e, l’intervento sui denti, corrisponde ad un “attentato metaforico” alla propria forza fisica e psichica. Di conseguenza, il dentista è, sempre, visto come una specie di “cattivo” e di “aggressore”. Gli stati d’ansia sono, come noto, ampiamente correlati al sistema vegetativo e le sue manifestazioni attivate dal sistema orto-simpatico. Appare quindi chiaro, dati gli intimi rapporti tra ipotalamo e sistema vegetativo, che se questi parametri sono alterati dall’ansia, questi stessi possono essere ri-modulati dall’ascolto di una musica appropriata, che tra l’altro determina l’increzione d’endorfine. 
Resta da definire il significato di “musica appropriata”. Il concetto di musica “gradevole” o “rilassante” è molto soggettivo, anche perché un brano particolare può stimolare nell’animo umano risposte molto diverse, a volte contrastanti, a seconda delle esperienze vissute da chi le ascolta e, da quali cose, le esperienze evocano in lui.
Uno studio odontoiatrico moderno deve avere la possibilità di proporre una musica con caratteristiche tali da indurre: rilassamento, benessere, buon umore, senza la necessità che essa sia diversa da paziente a paziente, oppure anche il contrario, a discrezione dell’Olodonzista. Una musica appropriata può, a parità d’ogni altra condizione, determinare una diminuzione dei parametri fisiologici, normalmente correlati agli stati d’ansia: pressione minima e massima, frequenza cardiaca e respiratoria.
Per esempio: 
o Durante interventi odontoiatrici compiuti senza musica, la pressione massima aumenta in media di oltre il 14% rispetto ai valori basali mentre, con il supporto della musica, aumenta solo del 4%; la minima varia da più 18,5% senza musica, a 8,15% con la musica.
o La frequenza respiratoria, senza ascolto di musica, aumenta del 28,13% rispetto ai valori basali ma, solo del 12,95%, con il supporto rilassante di melodie “somministrate”.
o La frequenza cardiaca, misurata a livello radiale, aumenta del 12,27% con l’ascolto della musica, contro il 24,30% in assenza di essa.
Appaiono ora, ben delineati, gli influssi benefici dell’ascolto di una musica appropriata.

 

 

CROMOTERAPIA ODONTOIATRICA

si effettua attraverso la cromopuntura secondo MANDEL

La cromoterapia è una tecnica sviluppata in Germania, agli inizi degli anni '70, da Peter Mandel, naturopata, omeopata, agopuntore, esperto di medicina cinese.
Chiamata anche "color-puntura", è una tecnica non invasiva, attraverso la quale l'operatore, non punge la pelle ma, posiziona fasci di luce colorata sui punti recettori del corpo, gli stessi dell'agopuntura o dello shiatsu. Si tratta di "punture" luminose virtuali che, penetrando nel corpo attraverso i punti riflessi, inviano l'impulso energetico ai meridiani corrispondenti ai vari organi, correggendone lo squilibrio e stimolando il naturale processo d’auto-guarigione dell'organismo.
Tali punti sono dislocati lungo i meridiani energetici principali della medicina tradizionale cinese. Essi sono stimolati mediante le vibrazioni emesse dalla luce colorata, di diversa frequenza, secondo il raggio dello spettro cromatico utilizzato nel trattamento.
La cromato-terapia, in taluni casi, può essere considerata un'agopuntura leggera, poiché non provoca nessun tipo di dolore fisico, al contrario, per il ricevente, il trattamento è piacevole e rilassante e si rivela altrettanto efficace. Per queste ragioni, la sua pratica è considerata molto adatta anche per i bambini.
Talvolta, la stimolazione è effettuata anche sui punti d’auricolo-terapia, sui punti della reflessologia plantare ed, in olodontoiatria, anche sulle gengive; consideriamo che, secondo la medicina tradizionale cinese, ogni dente possiede una propria corrispondenza a livello energetico ed è collegato ad organi, muscoli, ossa e viscere, attraverso i relativi meridiani.
La stimolazione del colore sulla pelle provoca una reazione diretta sul sistema nervoso e linfatico. L'azione della luce colorata e della vibrazione emessa, apporta le informazioni direttamente ai centri nervosi superiori, equilibrando il sistema energetico centrale. 
foto1
dettaglio del puntale con i diversi colori
La gamma cromatica, utilizzata nella cromato-terapia classica, è dei 7 colori dell'iride e dei chakra, costituiti dai 3 colori primari: rosso, giallo e blu e, dalle mescolanze di due di essi, ottenendo così, i colori secondari caldi o freddi.
I 7 colori sono: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, blu/indaco, violetto. 
Il colore è un'emissione energetica luminosa, che possiede una diversa lunghezza d'onda e d’energia, a seconda della sua gamma cromatica.
foto2-foto 3 
dettaglio del puntale ed applicazione su paziente.
Spesso, durante i trattamenti di cromato-terapia, sono utilizzati i due colori opposti o complementari, equilibrando così le energie yang e yin del corpo e, riequilibrando la circolazione energetica, nei suoi percorsi discendenti o ascendenti.
Per effettuare la cromato-terapia, è utilizzata una “penna ottica”, con una luce interna e 7 punte rimovibili in cristallo di quarzo trasparente le quali, emettono il colore dalla base e, lo irradiano sino al puntale, affinché il punto di entrata energetica del corpo, sul quale è posizionata la penna, ne riceva l'informazione corretta.
E' una tecnica d’origine antichissima, che negli ultimi anni ha avuto un nuovo impulso grazie a vari studi scientifici sull'energia elettro-magnetica della luce e sull'influenza dei colori sul sistema nervoso, immunitario e sul metabolismo.
La cromato-terapia utilizza anche delle moderne apparecchiature che, permettono di irradiare i pazienti con bagni di luce colorata, per mezzo di speciali filtri oppure, di concentrareSO sottili fasci luminosi sui punti riflessi dell'agopuntura. 

 

Figure n. 9 - 10 

 

AROMATERAPIA NELLO STUDIO DENTISTICO

 

Figure n. 11 - 12 

 

La parola profumo deriva dal latino 'per fumum' cioè attraverso il fumo: sin dai tempi più antichi gli uomini hanno sfruttato 

le essenze odorose offerte dalla natura, hanno bruciato legni preziosi, resine, bacche profumate, in onore degli dei.
Si voleva far giungere 'per fumum' agli dei il rispetto, la preghiera degli uomini: ancora oggi l 'incenso testimonia la nostra
devozione quando il sacerdote ne offre, col turibolo, il fumo durante i riti religiosi.
Ha respirato fumi odorosi la Sibilla prima di vaticinare, la Maddalena ha cosparso il corpo del Cristo di oli preziosi...
Dal momento che l' Uomo è un essere completo fatto di corpo spirito e anima, possiamo affermare che ciò che è di
giovamento all' anima lo è anche per il corpo.
La civiltà sumera ha lasciato testimonianza su tavolette incise, di diagnosi e prescrizioni mediche.
Nella civiltà Egizia i sacerdoti preparavano gli oli che erano considerati degni degli Dei, dei Faraoni, delle classi sociali
elevate e che venivano usati durante le cerimonie e le pratiche di imbalsamazione o per la cura delle malattie.
Lo studioso Schawaller de Lubicz ha scoperto nel tempio di Luxor che, nella stanza utilizzata per l' unzione del faraone, è
stato ricreato architettonicamente il sistema olfattivo.
Da questa cultura gli Ebrei durante il loro soggiorno in Egitto hanno appreso molto divenendo essi stessi abili profumieri.
Nell' antica Palestina molte sono le testimonianze che raccontano l' impiego di erbe ed oli essenziali: ricordiamo in
particolare, che nella Bibbia (Libro dell' Esodo) nel comunicare con Mosè, Dio fa riferimento ad una formula precisa: ''due
Magi offriranno al Bimbo incenso e mirra'' . A seguire poi le testimonianze scritte su Gesù che era solito servirsene in modo
particolare per guarire: su alcuni imponeva le mani, ed essi guarivano; per altri pronunciava la Parola, ed essi venivano
risanati; altri venivano unti con olio sacro ( Il Vangelo Acquariano 74,3).
Arriviamo ai greci cultori dell' armonia tra mente, corpo e spirito: Ippocrate, Pitagora erano tra i sostenitori di questa
armonia perseguita con l' uso degli oli essenziali in quanto essa stessa risultato della Natura.
I romani che avevano il culto del corpo usavano nelle terme il massaggio con gli oleoliti, risultato della miscelazione delle
essenze con olio d' oliva.
Durante i banchetti di Nerone nella Domus aurea, venivano fatti cadere sui convitati petali di rose imbevuti di profumo.
Con .l' arabo Avicenna, l' arte della profumazione ha espanso notevolmente le sue conoscenze e applicazioni: si devono a lui
gli studi tra le correlazioni vibratorie degli oli e degli incensi con gli altri piani cosmici.
Nel medio evo per la discriminazione verso tutti coloro che utilizzavano i rimedi erboristici, viene abbandonata una certa
cura di sé, in particolare il massaggio e i bagni, utilizzando invece in maniera smodata la profumazione solamente per
mascherare i cattivi odori emanati dal corpo, a causa della mancanza di igiene molto diffusa in quel periodo.
In questo periodo definito dagli storici di 'oscurantismo' la religione cristiana-cattolica era contro l'uso personale dei profumi
perché ritenuta una pratica pagana che induceva all' esaltazione del corpo, della vanità e della sessualità.
In quel periodo dato che le malattie mietevano numerose vittime, i profumieri dovettero lavorare assiduamente per ricercare
tutte quelle spezie dal potente effetto battericida e disinfettante.
In quell' epoca i medici e i nobili che camminavano in mezzo alla folla si difendevano dal rischio di contrarre infezioni con
l' uso di spezie contenute in sacchettini che portavano addosso (come chiodi di garofano, cannella e altro): falò di piante
aromatiche erano accesi in vari angoli della città, sempre a scopo battericida.
Ricercatori e medici in periodo rinascimentale riportarono agli onori le scoperte dell' età romana, non dimenticando il
contributo delle piante e degli oli essenziali nella cura dei vari disagi fisici, psichici .
Con il diciottesimo secolo le culture scientifiche faticarono a convivere con le pratiche erboristiche tanto che la chimica ben
presto ne sostituì l' utilizzo: i farmaci di sintesi più veloci ed efficienti di un essenza, olio, …sostituirono quasi
completamente i rimedi di origine vegetale e minerale interrompendo una tradizione millenaria.
Si entra in un periodo storico dove corpo, anima e mente non sono vissuti come realtà integrate ma come compartimenti
stagni da sezionare, studiare e osservare e curare singolarmente.
Grazie a Renè Maurice Gattefossè e al dottor Valnet nel ventesimo secolo si recuperò l' interesse per le essenze vegetali.
Gattefossè studiò l' azione degli oli essenziali e Valnet, ispirandosi al lavoro di Gattefossè, durante la II Guerra Mondiale
curò i feriti attraverso preparati di origine vegetale con particolare attenzione agli oli essenziali per le loro proprietà
antisettiche, antibiotiche, cicatrizzanti e tonificanti. Questa esperienza lo ha portato a pubblicare nel 1964 il libro
'Aromathèrapie' testo classico sull' aromaterapia.
Qualche nozione che ci permetta di addentrarci nel cuore di questa terapia ' dolce ' dopo che studi molto recenti ne hanno
riconosciuto la validità scientifica:
I principali metodi di estrazione degli oli essenziali sono due: distillazione e spremitura.
-- nel processo di distillazione le gocce di essenza di una pianta si ottengono introducendo le piante, dopo
averle sminuzzate,
in un alambicco con acqua bollente. Il vapore acqueo che si forma porta con sé le parti aromatiche che
sono convogliate e raccolte in una serpentina raffreddata.
-- il metodo di estrazione per spremitura è basato sulla pressione a freddo delle bucce sminuzzate con l'
aggiunta di un po' d' acqua. Viene utilizzato per la preparazione degli oli essenziali ottenuti dagli agrumi
(limone, bergamotto).
Enflorage: da gran parte dei fiori non si riesce ad estrarre l'olio essenziale tramite distillazione e bisogna procedere
all'enflorage. Con questo metodo i fiori freschi vengono posti tra telai di grasso. Una volta cedute le sostanze aromatiche al
grasso vengono tolti e si aggiungono di nuovo fiori freschi, finché il grasso non è saturato del profumo. Quindi tramite un
solvente le sostanze aromatiche sono separate dal grasso.
L’aromaterapia energetica li impiega nei disturbi psicosomatici, in quanto veicolano un messaggio di riequilibrio nei casi di
blocchi energetico-emotivi, spesso causa di disturbi neurovegetativi.
Gli oli essenziali possono essere usati anche per stimolare e riequilibrare le energie sottili dell’organismo, per la
meditazione, la visualizzazione, il massaggio aurico, il riequilibrio dei chakra. Possono favorire o migliorare il fluire
dell’energia vitale e aprire i canali attraverso cui questa energia scorre.
E’ molto importante che la qualità degli oli essenziali sia ottima, quindi che siano provenienti da piante selvatiche o da
coltivazioni biologiche e distillati con cura.
L'aromatogramma è un esame effettuato in laboratorio per testare la sensibilità di una specie batterica verso un
determinato olio essenziale. Questo esame viene effettuato con le stesse modalità dell' antibiogramma, ovvero seminando la
specie batterica interessata in un terreno di coltura solido, e successivamente ponendo sulla sua superficie uno o più
dischetti di carta imbevuti con alcune gocce dell'olio essenziale.
---è stata data comunicazione, per la prima volta, del risultato di una ricerca in tal senso alla Conferenza della British
Psychological Society's Division of Health Psychology e congiuntamente della European Health Psychology Society ,
tenutasi presso l' Università di Bath nel mese di settembre di quest' anno (2008).
La comunicazione è del dr.Metaxia Kritsima ricercatrice presso il Dipartimento di salute orale pubblica del King's College
di Londra.
La ricercatrice ha potuto appurare la notevole riduzione dell' ansia dei pazienti in attesa di ricevere terapie odontoiatriche,
se sottoposti ad inalazione di essenza di lavanda.
Identici risultati erano stati ottenuti dal dr.R.Fillingim dell' Università di Gainsville (Florida) nel 2004: coloro che
avevano avuto un massaggio ai piedi con olio essenziale di lavanda facevano registrare un battito cardiaco meno
accelerato del gruppo di controllo, di fronte a situazioni di disagio....---
--Press release della British Psychological Society--
La percezione degli odori è uno dei cinque sensi ed è il più antico, molto sviluppato negli animali che avvertono gli odori
dell’ urina di un altro animale che ha ‘segnato’ il territorio, per cui il superamento di quella barriera odorosa è ‘ atto ostile'
mette a rischio la zona che permette all'animale che lo ha segnato, di esplicare le sue prerogative:
- la supremazia di capobranco
- il cibo perciò la sopravvivenza
- la o le femmine che rappresentano la possibilità di perpetuare la specie
- la difesa dei piccoli.
Gli odori della femmina in calore attirano il maschio che la feconderà e permetterà la sopravvivenza della specie.
Gli odori favoriscono la ricerca di cibo, l’ orientamento, la presenza del pericolo; per noi umani rappresenta una facoltà
quasi non più indispensabile per la nostra sopravvivenza ed è considerato un ‘ senso ‘ forse un pò obsoleto, dimenticando
che esso ci lega al nostro ambiente circostante, alla Natura.
L' olfatto è un senso che la nostra specie sta perdendo.
Dominique Giorgi del Centro ricerche biochimiche di Montpellier, nell'ambito dello studio del genoma umano, ha scoperto
che il 72% dei geni cui si deve la percezione dell'olfatto è "spento''.
La percezione degli odori è fortemente legata alla storia individuale e agli archetipi che hanno influenzato la nostra
specificità personale.
L'odore può provocare degli effetti inconsci: in particolare le molecole odorose, denominate feromoni, che negli animali
regolano corteggiamento e riproduzione, inducono dei fenomeni quantomeno insoliti; un' osservazione interessante è quella
condotta in ambienti, come gli appartamenti dei college, dove le donne si trovano a coabitare per lungo tempo: il loro ciclo
mestruale tende a sincronizzarsi.
Un effetto anch'esso attribuibile alla percezione dei feromoni è la constatazione che quando una donna convive con un
uomo, i suoi cicli generalmente si accorciano per estendere il periodo di fertilità.
Alterazioni del senso dell’ odorato sono presenti in molte malattie, dal banale raffreddore alle intossicazioni ( tabacco ).
Si può giungere alla distruzione totale del senso dell’ odorato - anosmia- o alle cosiddette allucinazioni odorose, gradevoli e
non : parosmia.
Si può avere iperosmia, esagerata percezione degli odori, cacosmia o percezione di odori sgradevoli inesistenti.
Cervello rettiliano: riflessi- istinti
Sistema limbico: manifestazioni esterne, umore,emozioni
Corteccia: pensiero, movimenti volontari, linguaggio, analisi costi-benefici, vissuto cosciente.
Qualche cenno di anatomia per meglio comprendere la funzione dell’ odorato:
le sostanze che noi percepiamo come odori sono sostanze volatili, che si sciolgono nel muco e vengono captate dalle cellule
a questo devolute, situate nel naso, cellule che possiedono particolari recettori di membrana e sono situate sulla mucosa
olfattiva in grandissimo numero ed in grado di percepire un gran numero di odori.
Questa teoria è detta ‘ stereochimica ed è il risultato degli studi di due scienziati americani proposti per il Nobel: Linda
Bueck e Richard Axel.
Attraverso il nervo olfattivo gli odori raggiungono la zona limbica,
il bulbo olfattivo, la corteccia olfattiva che fa parte del paleo-cervello, cioè il cervello più antico detto anche cervello
rettiliano o protopatico, il talamo, la neo-corteccia orbito-frontale ( cui è devoluto il compito di rendere cosciente la
sensibilità olfattiva), l' ipotalamo ( risposte viscerali e vegetative agli stimoli odorosi),
ippocampo e amigdala( sede della componente affettiva e della memoria), corteccia piriforme ( riconoscimento degli
stimoli olfattivi).
Attenzione a queste particolari localizzazioni cerebrali:
1) ipotalamo (risposte viscerali e vegetative), un odore è in grado di scatenare risposte a livello di organi interni e reazioni
del sistema nervoso vegetativo, del tipo: sudorazione, pallore o rossore, lacrimazione fino a crisi di asma, perdita di
coscenza transitoria
2) ippocampo (memoria di eventi), un odore particolare ci fa rivivere situazioni, stati d’ animo , ci trasporta in luoghi dove
quell' odore ci aveva ci aveva colpiti..... Le memorie affettive non svaniscono mai.
A questo proposito vogliamo ricordare il romanzo di Patrick Suskind ‘’Il profumo’’ che è la storia di un uomo che con i
profumi era riuscito a dominare coloro che gli stavano a cuore...in tutti i sensi, buoni e cattivi; per la pena del contrappasso
di dantesca memoria, muore ucciso da un uomo che non sa resistere al suo profumo e lo cannibalizza.
In questo libro si dice:
'' il profumo è il fratello del respiro
colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini''
3) amigdala ( memoria affettiva) a questa zona è devoluto il compito di far riaffiorare alla coscienza sensazioni emozionali
legate a particolari odori: amore, nostalgia, ribrezzo, paura....
Stiamo facendo qualcosa di simile con gli studi sui ferormoni applicati alla lotta biologica degli insetti, e studi sono in atto
per produrre ferormoni per gli esseri umani.
Esaminiamo le caratteristiche di alcuni degli aromi più comuni che possono essere usati nei nostri studi per rendere più
gradevole, rilassante la terapia per i pazienti e meno stressante il nostro lavoro: non dimentichiamo che, statisticamente
siamo la categoria più colpita dall' infarto del miocardio, dopo quella degli anestesisti-rianimatori.
-- lavanda: rasserenante, purifica l' ambiente, seda l' ansia , la tensione nervosa, scioglie i nodi che, col
transfer ad influire sul medico che si fa carico della sofferenza dei suoi pazienti.
Aiuta a non cadere nel burn-out, minaccia sempre presente in chi pratica terapia .
Favorisce la pulizia eliminando le tossine.
-- cannella: disinfetta l' ambiente
-- cajeput: L’olio essenziale di cajeput crea atmosfere aspre e frizzanti favorisce lo scambio, l’intesa e la
comunicazione
-- ginepro: modera l' impulsività, facendo prevalere il ragionamento, frena il fuoco della collera.
-- menta: rinfresca l' ambiente ed i pensieri, rivitalizza, stimola il ragionamento, allevia l' ansia, la
tachicardia...
tutto il sistema nervoso vegetativo viene favorevolmente influenzato all' aroma di menta.
-- limone ( mandarino, arancio, bergamotto): tonificante, stimola la concentrazione e la creatività, allevia la
depressione, antisettico, battericida.
-- gelsomino: rilassa, deodora gli ambienti
-- manuka: modera l' impulsività, ma dà coraggio ai timidi, dona sicurezza.
-- rosmarino: energetico, rinvigorente,
-- vaniglia: ha effetto calmante del sistema nervoso, mitiga la rabbia, dona serenità
Il Prof. Paolo Rovesti con le sue ricerche ha scoperto che gli OE di lavanda, bergamotto, lime, violetta e rosa, hanno poteri
calmanti, mentre quelli di limone, arancio, gelsomino, sono antidepressivi.
L' uso degli oli essenziali nell' ambiente saranno vaporizzati nei bruciaprofumi, immessi negli umidificatori dei termosifoni
o nei vari apparati destinati a questo scopo, qualche goccia sul fazzoletto.
-------------------------------------------
Gli oli essenziali sono utili come colluttori: riducono la placca batterica . perchè superano la barriera del biofilm che riveste
e protegge la placca, distruggendo la membrana esterna ed il citoplasma dei batteri, perciò gli oli essenziali, riducono le
colonie batteriche nel cavo orale, senza effetti collaterali.
Utili nell'alitosi: legandosi alle mucine salivari, gli oli essenziali ostacolano infatti la formazione sopra i tessuti del cavo
orale, in particolare sulla superficie della lingua, della patina batterica che è ormai stata identificata come una delle
principali cause dell' "alito cattivo".
Il loro uso come coluttori è di 2-3 gtt. in un bicchier d' acqua
Basilico: afte e ulcerazioni
Betulla; antinfiammatorio
Finocchio: rinfrescante, antinfiammaorio
Ginepro, Pino, Eucaliptus, Timo:
Manuka come antisettico, antinfiammtorio, stimolante la guarigione delle ferite. diluito all' 8% come disinfettante per
superfici nello studio
Magggiorana
Menta: rinfrescante allevia la sensazione urente
Salvia: afte, gengiviti, stomatiti

I denti, nella simbologia, rappresentano sia l’aggressività sia il potere decisionale. Trasformano ciò che arriva dall’esterno per renderlo assimilabile, analogicamente schematizzano ed elaborano le situazioni esterne per accoglierle internamente, opera.

 



FLORITERAPIA DI BACH

                           

Il cavo orale è la porta che si apre sull’esterno, consente il contatto con il mondo ed “i suoi sapori”, è il mezzo che permette a tutte le emozioni profonde di interagire col mondo esterno.
Con le essenze floreali possiamo operare molto bene, ed in modo semplice, sui significati più profondi (e di conseguenza sulle cause), delle problematiche del cavo orale.
I rimedi floreali di Bach sono composti da 38 varietà di fiori selvatici e costituiscono un metodo di cura semplice e naturale. 
Si tratta di rimedi studiati negli anni ’30 dal Dr. Edward Bach; le essenze dei 38 fiori, opportunamente estratte, sono in grado di riequilibrare disordini della personalità e, di conseguenza, anche di alcuni “disagi” fisici ad essi accompagnati.
Secondo Bach, qualsiasi malattia, dall’insonnia, all’artrosi cervicale, alla depressione, rappresenta la concretizzazione di un atteggiamento mentale; è l’espressione di un problema interiore, un segnale con cui il nostro corpo c’indica quali atteggiamenti sbagliati stiamo assumendo.

La Floriterapia agisce modificando, con l’assunzione di poche gocce del giusto rimedio, lo stato mentale del paziente, così anche i disturbi scompaiono. 

Le scoperte del dott. Bach rappresentano un nuovo approccio alla medicina: non importa di cosa soffra il paziente nel suo corpo, ma la causa principale sarà eliminata solo nel momento in cui sarà riequilibrata la psiche del paziente.
I Fiori di Bach sono in grado di riportare in armonia uno stato emozionale alterato; non è il problema fisico che deve essere trattato, ma lo stato psicologico. Ogni rimedio è in grado di fronteggiare uno specifico stato psichico e comportamentale e può essere assunto individualmente o associato con altri rimedi.
foto 1
I 38 rimedi di bach con in primo piano resque remedy e mimulus.
I 38 rimedi sono stati scoperti da Bach, con l’intuizione e la propria sofferenza sia fisica sia psichica, essendo egli un uomo molto sensibile. Una volta intuita la condizione che desiderava guarire, era in grado di sperimentare e di trovare, su se stesso, il giusto rimedio. Studiando i fiori e gli alberi, egli seppe individuare quelli più adatti per curare stati d’animo quali: la paura, l’ansia, l’insicurezza, la solitudine, l’eccessiva sensibilità, l’impazienza, l’aggressività, la disperazione, la depressione, ecc.

Il metodo, con cui dai fiori si ricava il rimedio è semplicissimo: all’interno di una boccia di vetro riempita d’acqua, sono lasciati per un certo tempo i petali dei fiori. A quest’infuso “solare” si aggiunge una determinata quantità d’alcool (Brandy) per conservarlo. 
A questo punto il rimedio è pronto. Alcuni rimedi non si possono ottenere in questo modo, ma sono messi a bollire per 30 minuti in acqua pura e poi filtrati. I rimedi così ottenuti possono essere acquistati nelle farmacie omeopatiche o in erboristeria. 

Essendo essenze concentrate è necessario diluirle prima dell’uso tramite un procedimento che può essere effettuato dall’erboristeria, dal Naturopata dentale, dall’olodonzista o dal farmacista a cui ci si rivolge oppure, con un poco di pratica, anche da soli.

I rimedi prendono ciascuno il nome dal fiore da cui derivano e, ciascuno, è associato ad un preciso stato d’animo. 

Oltre ai 38 rimedi singoli, esiste anche una combinazione speciale, come rimedio di pronto soccorso, il Rescue remedy, composto da 5 fiori (Cherry Plum, Impatiens, Rock Rose, Clematis, Star of Berhlemem), utile nelle situazioni di emergenza (forti traumi, incidenti, forti stress). Questo rimedio non va usato abitualmente ma solo in condizioni estreme; in odontoiatria si usa in caso d’interventi di un certo grado di “invasività” (un po’ prima e subito dopo), oppure nel caso il paziente sia molto sensibile e/o delicato oppure non in grado psichicamente di sopportare una qualsiasi cura dentale.
E' altresì utile come rimedio per la paura dell'intervento odontoiatrico assumere 4 gocce di MIMULUS sublinguale.
foto 2 
mimulus
..