Studio dentistico Lamezia Terme
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Endodonzia


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Che cos'è l' Endodonzia ?

Figura 1. Figura 2.

 

Endodonzia è una parola che deriva dal greco antico e significa: "branca medica che si occupa dell'interno dei denti". Volendone dare una definizione più pratica, si può affermare che l'Endodonzia sia quella branca dell'Odontoiatria che consente di mantenere in bocca dei denti che altrimenti sarebbero condannati all'estrazione.

All'interno del dente, sotto i tessuti duri meglio noti come smalto e dentina, vi è una cavità all’interno della quale vi è un tessuto molle chiamato polpa. La polpa contiene vasi sanguigni, nervi e tessuto connettivo e crea i tessuti circostanti duri del dente durante lo sviluppo.

La polpa si estende dalla corona del dente fino alla punta delle radici.

La polpa è fondamentale per lo sviluppo e per la maturazione di ogni dente. Tuttavia, una volta giunto a completa maturazione, un dente può sopravvivere senza la polpa perché continua ad essere alimentato dai tessuti che lo circondano.

Come la conservativa si occupa delle lesioni dei denti, ma il campo di interesse è quello della patologia pulpare, e sue conseguenze. Il suo scopo principale è la prevenzione e la cura della parodontite apicale. A livello terapeutico, l'intervento tipico prevede lo svuotamento dei "canali" dei denti dal tessuto pulpare infetto o necrotico, la disinfezione e sagomatura dei canali ed il loro successivo riempimento con materiali appositi. Lo scopo è rendere impossibile la riproduzione dei batteri nei canali stessi, fallendo il quale scopo il dente è destinato a sviluppare un granuloma, che può acutizzarsi successivamente in un ascesso dentario, o svilupaprsi in cisti radicolare. La terapia endodontica (detta anche terapia canalare o devitalizzzione) è dunque la terapia primaria anche per eliminare granulomi e cisti (lesioni spesso asintomatiche rilevabili con lastrine radiografiche endorali).Con il termine endodonzia si intende quella branca dell'odontoiatria che si occupa della terapia dell'endodonto, ovvero lo spazio all'interno dell'elemento dentario, che contiene la polpa dentaria (costituita da cellule, come gli odontoblasti e le cellule stellate, da vasi e nervi).

Si ricorre alla terapia endodontica qualora una lesione (cariosa, traumatica) determini una alterazione irreversibile del tessuto pulpare, fino alla necrosi stessa. È possibile inoltre ricorrere a questa metodica qualora l'elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero un'alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene).

La terapia endodontica ortograda è composta da diverse fasi:

· accesso alla camera pulpare

 

Figura 3. Figura 4. Figura 5. Figura 6. Figura 7.

 

· rilevazione della profondità dei canali attraverso rilevatori apicali e radiografia endorale

· sagomatura con strumenti endodontici manuali (k-files, headstrom, reamers etc.) o meccanici (strumenti in acciaio come frese di Gates, Largo, o Nichel-Titanio come M2, Pro-files, Pro Taper etc.)

· nuovo controllo della profondità di lavoro con rx e rilevatore apicale

detersione del canale radicolare mediante diversi irriganti (acqua ossigenata, ipoclorito di Sodio, calcio-chelanti).

 

Figura 8. Figura 9. Figura 10.

 

“Gli irriganti principalmente utilizzati sono l’ipoclorito di sodio (NaOCl) al 5% e soluzioni chelanti a base di Acido etilendiamminotetracetico (EDTA), che assieme, tra le loro molte funzioni, disciolgono le sostanze organiche, uccidono i batteri e rimuovono il fango dentinale per permettere una buona otturazione del canale. Gli strumenti principalmente usati per la sagomatura sono Strumenti rotanti in Nichel-Titano (NiTi), che essendo dotati di superelasticità, possono essere fatti ruotare, a velocità e forza costante, all’interno del canale, mentre flettono nelle curve di questo, rispettandole e contemporaneamente trasportando fuori i detriti che producono.”

 

· sigillatura tridimensionale di tutte le strutture del canale (compresi canali laterali e delta apicale) tramite una gomma termoplastica (Guttaperca) secondo le tecniche di condensazione laterale a freddo, e condensazione verticale a caldo.

 

· Per riempire lo spazio fin qui preparato, anche al fine di sigillare ed isolare le residue percentuali di batteri che possono ancora essere presenti all’interno dei canali, si effettua l’otturazione di questi. Si utilizza a tal fine un materiale plastico quale è la Guttaperca, che viene resa fluida dal calore all’interno del canale e viene contemporaneamente compattata, così da sigillare sia l’apice del canale sia gli eventuali canali laterali, raggiunti dagli irriganti, ma non dagli strumenti canalari. Per consentire una perfetta adesione della guttaperca al canale si utilizza un cemento a base di ossido di Zinco-Eugenolo in uno strato sottile pochi micron

 

Figura 11. Figura 12.

Figura 13. Figura 14.

Figura 15. Figura16. Figura 17. Figura 18.

Figura 19. Figura 20.

 

Quando si ha necessità di una terapia endodontica?

Il trattamento endodontico (altrimenti noto come devitalizzazione) è necessario quando la polpa dentaria (i tessuti molli all'interno del dente) si infiamma irreversibilmente o si infetta.

L'infiammazione o l'infezione della polpa può verificarsi per svariati motivi: carie profonde, ripetute procedure odontoiatriche o anche per via di una crepa o di una frattura del dente. Alle volte, un forte trauma può causare danni irreversibili alla polpa, anche se il dente non ha alcun segno apparente.

Se l'infiammazione e/o l'infezione pulpare non viene adeguatamente curata, può portare nel tempo dolore, talvolta acuto, e ricorrenti ascessi

·          

quali sono i sintomi di una polpa infiammata o infetta?

I sintomi più comuni sono:

  • dolore spontaneo
  • ipersensibilità prolungata al caldo e/o al freddo
  • fastidio e/o dolore durante la masticazione
  • discolorazione del dente
  • (in caso di infezione acuta) il gonfiore e la fuoriuscita di pus

A volte, tuttavia, non ci sono sintomi così evidenti o non ce ne sono affatto. Ciò non significa che il trattamento canalare non sia necessario.

In che modo la terapia endodontica salva il dente?

 

Figura 21. Figura 22. Figura 23. Figura 24.

 

L'Odontoiatra, grazie all'ausilio di sistematiche ingrandenti quali occhialini e microscopio, rimuove la polpa infiammata o infetta da ogni singolo canale dentario, disinfetta l'interno del dente e poi sigilla tale spazio in modo che i batteri non possano più entrarvi.

 

Successivamente, procederà a restaurare adeguatamente la parte masticante del dente, in modo che non corra rischi di fratturarsi.A fine trattamento, si esegue una radiografia che confermi l'avvenuto sigillo dello spazio interno del dente. Molto spesso, per evitare il rischio di frattura del dente, è necessario riabilitare la parte masticante del dente con un restauro protesico totale (corona) o parziale con intarsi, mentre più raramente è sufficiente una semplice ricostruzione in composito.

 

Dopo il restauro, il dente riprenderà a funzionare come un qualsiasi altro dente

Avrò dolore durante o dopo la terapia?

La maggior parte delle terapie endodontiche viene eseguita proprio per alleviare l'intenso dolore avvertito dal paziente che abbia una polpa infiammata. Grazie agli anestetici ed alle moderne tecnologie, la maggior parte dei pazienti non avverte il benché minimo dolore durante la terapia.

Durante i primi giorni successivi alla terapia è normale avvertire qualche dolore. Tale fastidio, qualora fosse di notevole entità, può essere facilmente tenuto sotto controllo con i più comuni analgesici.

In ogni caso, basterà attenersi scrupolosamente alle indicazioni del dentista per avere un decorso post-opratorio tranquillo.

particolari attenzioni?

E' importante ricordarsi di non masticare cibi particolarmente duri su di un dente che abbia subito una terapia endodontica fino a quando non sia stato completamente riabilitato con un restauro definitivo. Fino a quel momento, un dente che abbia subito una terapia endodontica è ad alto rischio di frattura, per cui è buona norma fare attenzione fino al suo completo ripristino. Una volta ripristinato anche nella parte masticante, è sufficiente praticare una buona igiene orale con controlli regolari per assicurarsi una buona funzione del dente.

La maggior parte dei denti trattati endodonticamente dura quanto un dente naturale. In alcuni casi, purtroppo, l'infezione presente sul dente può permanere. Alle volte, un dente che abbia subito una terapia endodontica può mostrare nuovi segni d'infezione mesi o anni dopo un trattamento eseguito con successo. Spesso, qualora ciò dovesse verificarsi, effettuare una nuova terapia endodontica può salvare il dente e permettergli di funzionare per molti anni ancora.

Quali sono le cause che possono indurre un dente che abbia già subito una terapia endodontica ad aver bisogno di un nuovo trattamento?

Spesso, le cause che possono rendere necessaria un'ulteriore terapia endodontica sono legate a reinfezioni delle zone interne del dente che col primo trattamento erano state sigillate. Le cause più comuni di reinfezione sono:

  • Fratture
  • Nuovi processi cariosi
  • Restauri che non sigillano più

In tutti questi casi, una nuova terapia endodontica può permettere al dente di essere recuperato appieno e di durare molti anni

La terapia endodontica si può eseguire con successo su qualunque dente?

Per fortuna, la maggior parte dei denti può essere trattata con successo con una terapia endodontica e continuare a funzionare per anni. Può capitare, comunque, che un dente non possa beneficiare di una terapia endodontica per uno o più dei seguenti motivi:

  • il dente è gravemente fratturato
  • il dente non ha un adeguato supporto osseo
  • la corona del dente non può essere ricostruita in modo predicibile
  • non è possibile accedere alle parti più profonde della radice